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In
primis, da un bel foglio di carta, si "butta giù" l'idea
di base, ossia come fare lo stampo, le dimensioni, le forme
della gomme esterna, il maschio che le darà la forma
interna, l'impronta del battistrada, ecc....
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| Poi
comincia la lavorazione vera e propria, iniziando dalla fresatura
dell'elettrodo per l'elettrorosione della superficie delle flange
intercambiabili (in modo da avere un singolo corpo stampo e diverse
impronte per diversi disegni o sagome) da inserire nel corpo
dello stampo. Questa lavorazione viene fatta da macchine a controllo
numerico, ed il programma viene fatto in precedenza al computer,
tracciando le linee base della gomma e relative scanalature del
battistrada. |
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| La
fresa prima lavora la superficie totale, sagomandola con il raggio
di curvatura per ottenere la forma finita; in questo caso l'elettrodo è 1/6
della superficie, quindi 60° di 360, per un diametro totale
di 95 mm. Nella foto un elettrodo pesantemente rielaborato a
mano, dremel e lima al lavoro, uno dei tanti esperimenti effettuati
nel corso degli anni. |
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| Si
producono le flange che saranno elettrorose dall'elettrodo. In
questa foto potete vedere l'inserto con l'impronta della slick,
i punzoni che si notatno lasciano un'impronta sulla gomma e servono
per capire a quale stato di usura si è arrivati. Quando
sulla slick vedete scomparire il segno, restano 1,5 mm di gomma
utile. |
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| L'elettrorosione è terminata,
ecco l'impronta della scolpita. |
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| I
nuovi inserti vengono inseriti nel corpo principale dello stampo,
quello dove ci sono l'ugello di iniezione della mescola, i passaggi
dell'acqua per il raffreddamento, il passaggio del maschio che
scorre all'interno del corpo al momento dell'estrazione della
gomma appena stampata. |
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| Il
maschio non è altro che quell'oggetto che permette di
sagomare l'interno gomma e che lascia il giusto spazio di riempimento
della mescola iniettata nello stampo, in questo caso ci sono
5 mm fra la parte scolpita della flangia inserira ed il maschio
stesso, quindi 5 mm di spessore di mescola. Sul centro del maschio
potete notare un "tondino" di diverso colore; è la
testa della valvolina dell'aria, che immette un getto in pressione,
che permette alla gomma di staccarsi dal corpo del maschio e
di essere estratta dallo stampo. In questo viene aiutata dalla
menbrana di mescola che chiude la parte della destra della gomma,
in seguito rimossa unitamente alla matarozza, che quindi si gonfia
come un palloncino, imprigiona l'aria, la veicola al suo interno
gomma e fa sollevare le parti per l'estrazione. Il solco radiale
sul maschio serve per alloggiare la molla anticentrifuga. |
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Il
risultato finale di tutto questo è la gomma che conoscete....
ah, già, certo, la mescola.....Bhe, di quella magari ne
riparleremo in seguito..... |
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